Capo Gallo dal lato di Sferracavallo: la riserva vista da un altro ingresso

La Riserva di Capo Gallo – Isola delle Femmine si può visitare anche dal lato di Sferracavallo, un ingresso meno noto raggiungibile a piedi dal centro della borgata.

La Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo – Isola delle Femmine si estende sul promontorio che divide Mondello da Sferracavallo; pochi sanno che ha più ingressi e punti di vista. Il lato di Sferracavallo, dominato da Pizzo Vuturo, meno battuto e conosciuto, regala un paesaggio, un mare e tratti di costa di rara bellezza. Sferracavallo è una borgata di Palermo incastonata all’interno della zona C di questa riserva naturale: un dettaglio geografico che vale la pena conoscere. Trovarsi in una zona C di riserva significa trovarsi all’interno di un’area di protezione controllata, con divieti meno stringenti rispetto a quelli di una zona A o B (destinati in questo caso all’isolotto di Isola delle Femmine, bellissimo da vedere da Barcarello al tramonto se si sta passeggiando, e ad alcune zone più a nord raggiungibili in barca da Sferracavallo).

È dunque una zona di riserva in cui viene consentita la coesistenza dei nuclei abitati e in cui, allo stesso tempo, si ricerca una tutela della natura, in quest’area così variegata dal punto di vista di specie marine e botaniche.

Come arrivare all’ingresso della riserva da Sferracavallo

L’ingresso lato Sferracavallo si raggiunge a piedi dal centro della borgata (e quindi da Il Dammuso Palermo in circa 20 minuti). Chi arriva in treno può scendere alla fermata Sferracavallo della linea metropolitana Palermo–Trapani o Palermo–Aeroporto (ogni 30 minuti circa) e proseguire a piedi: è il modo più comodo e affidabile per arrivare. Chi viaggia in auto trova parcheggio pubblico su strada nei pressi dell’ingresso, con pass da pagare al Comune di Palermo (verificare disponibilità in alta stagione).

I sentieri: cosa sapere prima di incamminarsi

Il tratto di monte emerso sottoposto a tutela dispone di sentieri organizzati, ma non pensati per il turismo di massa. Chi entra dal lato di Sferracavallo trova due percorsi brevi che salgono verso l’interno della riserva; alcuni tratti, però, sono soggetti a caduta massi per la natura carsica del monte e restano, giustamente, sconsigliati o chiusi, come spesso segnalato direttamente all’ingresso. Prima di incamminarsi, verificare sempre lo stato di apertura aggiornato sul sito ufficiale della Riserva Naturale di Capo Gallo (per la parte marina, Area Marina Protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine). Non è un limite: è la ragione per cui questo tratto di costa si è conservato quasi intatto. Per questo non entriamo nel dettaglio di tempi o difficoltà dei sentieri, e preferiamo raccontarvi le altre esperienze che questo lato della riserva regala, spesso ancora più caratteristiche.

Il mare e il trottoir a vermeti

Il tratto di costa tra Sferracavallo e l’ingresso della riserva nasconde una rara formazione di trottoir a vermeti, tipica del Mediterraneo centrale. Ne parlo un po’ più nel dettaglio, con alcuni consigli pratici per viverla in snorkeling, nell’articolo dedicato sullo snorkeling a Sferracavallo.

Per chi invece preferisce il mare in movimento, Sferracavallo è un bel luogo per fare vela, sede infatti di un circolo molto importante che promuove questo sport sia ai bambini che ai grandi .

Arrampicata alla falesia di Capo Sferracavallo

Per chi arrampica, il versante di Sferracavallo ha una falesia propria — la falesia di Capo Sferracavallo — che si affaccia invece sul lato di Mondello. Una volta consultate le vie sui siti ufficiali e nelle guide di settore aggiornate, o presso le associazioni di categoria, ci si può regolare su difficoltà e stato delle chiodature prima di uscire.

Quando andare a Capo Gallo da Sferracavallo?

  • Primavera (aprile–giugno): temperature piacevoli, mare già invitante, meno affollamento — un buon periodo anche per chi vuole affacciarsi ai sentieri brevi della riserva, previa verifica dello stato di apertura.
  • Estate (luglio–settembre): nuoto, snorkeling —con un caldo che rende la costa vissuta dall’acqua la scelta più piacevole.
  • Autunno (ottobre–novembre): luce e mare ancora piacevoli, l’opzione più “slow” per chi cerca tranquillità e si vuole concedere le immersioni

In sintesi

DoveRiserva Naturale Orientata di Capo Gallo – Isola delle Femmine, versante Sferracavallo (Palermo)
Come arrivareA piedi dal centro di Sferracavallo, o in treno (linea Palermo–Trapani/Aeroporto, fermata Sferracavallo)
Cosa fareMare (nuoto, snorkeling, vela, immersioni), arrampicata alla falesia di Capo Sferracavallo; sentieri brevi della riserva (verificare stato di apertura)
Da non perdereIl trottoir a vermeti, formazione biocostruita rara nel Mediterraneo
Periodo consigliatoAprile–novembre

Vivo a due passi da qui, e ci tengo a far scoprire questo lato della Riserva di Capo Gallo – Isola delle Femmine: è per questo che abbiamo aperto la nostra casa ai turisti interessati a questo tipo di attività, nel 2009. Se stai organizzando il tuo viaggio a Sferracavallo, sul sito trovi tutte le informazioni pratiche su dove dormire e come prenotare. I dettagli su altre informazioni pratiche e scientifiche sulla zona li perfezioniamo insieme una volta arrivato/a.

Snorkeling a Sferracavallo: il trottoir a vermeti di Capo Gallo

Lo snorkeling a Sferracavallo non richiede attrezzatura tecnica: bastano maschera e boccaglio per scoprire il trottoir a vermeti, una delle formazioni costiere più particolari del Mediterraneo centrale.

Sferracavallo è un paese marinaro la cui costa è protetta da una riserva naturale,  quella di Capo Gallo – Isola delle Femmine, e a levante di punta Barcarello ospita una delle formazioni costiere più particolari del Mediterraneo centrale, il trottoir a vermeti. Non serve un’immersione impegnativa né attrezzatura tecnica: bastano maschera e boccaglio per trovarsi davanti a un piccolo ecosistema che in pochi luoghi del Mediterraneo si presenta con questa integrità.


Cos’è un trottoir a vermeti (e perché è raro)

Il trottoir a vermeti è una formazione biocostruita da piccoli molluschi gasteropodi della famiglia Vermetidae — in particolare Dendropoma petraeum — che colonizzano la roccia calcarea a pelo d’acqua creando vere e proprie piattaforme organiche.

Sono strutture che si formano nell’arco di decenni, tipiche del Mediterraneo centrale, e oggi considerate anche indicatori ambientali: la loro salute racconta qualcosa sullo stato del mare che le ospita, in particolare rispetto ai cambiamenti climatici. Vederle da vicino, sott’acqua, significa avere davanti agli occhi roccia viva che continua a lavorare da secoli — pesci di piccola taglia, ricci, alghe e una texture di roccia che non si trova altrove.

Proprio perché è un ecosistema delicato, va vissuto con rispetto: si cammina il meno possibile sul trottoir, si lasciano le proprie cose verso la costa e non a ridosso dell’acqua, e in acqua — se si usano le pinne — si sta attenti a non rovinare la vegetazione presente.


Dove e come fare snorkeling

Il tratto di costa più interessante inizia sul lungomare di Sferracavallo (Barcarello), un’area facilmente raggiungibile a piedi. È un dettaglio che vale la pena chiarire: lo snorkeling qui non richiede di addentrarsi nei sentieri della riserva, si pratica direttamente dalla costa accessibile.

La costruzione è a pelo d’acqua e lungo la costa ospita una moltitudine di specie di pesci ed alghe. Può essere utile portare le scarpette da scoglio.

In sintesi

DoveCosta di Sferracavallo e lungo tutta la costa della Riserva di Capo Gallo – Isola delle Femmine zona B
Cosa vedereTrottoir a vermeti (Dendropoma petraeum), formazione biocostruita rara nel Mediterraneo
AttrezzaturaMaschera, boccaglio, eventuali scarpette da scoglio
Periodo consigliatoAprile–ottobre

Per il quadro generale della riserva vista dal lato di Sferracavallo — accesso, sentieri, arrampicata — vedi l’articolo  su Capo Gallo dal lato di Sferracavallo.


Da biologa appassionata di biologia marina, questo è il punto della costa che racconto sempre con più entusiasmo ai miei ospiti appassionati, rispettosi della natura e attenti alla sua conservazione: non serve un’escursione organizzata, basta scendere in acqua dal lungomare per trovarsi davanti a un ecosistema che altrove si studia nei libri. Se stai organizzando il tuo soggiorno a Sferracavallo, potrebbe piacerti il mio alloggio e quì trovi tutte le informazioni pratiche su dove dormire e come muoverti in zona.

Immersioni a Sferracavallo

Le immersioni a Sferracavallo, nell’Area Marina Protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine, offrono grotte, pareti verticali e una biodiversità rimasta intatta nonostante la vicinanza al centro abitato.

Sferracavallo infatti non è solo il punto di accesso meno conosciuto alla Riserva di Capo Gallo – Isola delle Femmine, ma è anche uno dei tratti di costa palermitana più interessanti per chi si immerge, con grotte, pareti verticali e la fortuna di aver conservato una grande biodiversità nonostante la vicinanza al centro abitato.


Cosa si trova sott’acqua

Come anticipare la bellezza che un viaggiatore vedrà facendo un’immersione, scendendo anche solo a 12 metri, in questo tratto di costa? Sarebbe un peccato descriverla in anticipo: meglio lasciarvi alla sensazione di stupore e meraviglia che proverete organizzando un’uscita con uno dei diving center della zona.

La Grotta dell’Olio, il tunnel sommerso, le paleorive, vi aspettano per essere ammirate e rendervi consapevoli dello spettacolo che la natura è capace di regalare quando è protetta e non sfruttata e maltrattata.


Le regole: cosa si può fare e dove

L’Area Marina Protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine è divisa in zone con regole diverse:

  • Zona A: le immersioni subacquee sono vietate, salvo programmi di ricerca scientifica autorizzati dall’ente gestore.
  • Zona B: le immersioni sono consentite, ma solo accompagnati da un diving center autorizzato oppure, per chi si immerge autonomamente, previa autorizzazione dell’ente gestore secondo la procedura ufficiale. È questo il caso delle zone di immersione qui menzionate.
  • Zona C: è l’area dedicata alla balneazione.

Per queste ragioni non entriamo nel dettaglio di siti di immersione, profondità o livelli di brevetto richiesti: sono informazioni che chi è già subacqueo dovrà verificare direttamente con un diving center autorizzato con sede in zona, oppure consultando il sito ufficiale dell’Area Marina Protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine per la procedura di autorizzazione. Chi non si è mai immerso può informarsi sui corsi introduttivi, il modo più semplice per provare senza impegno.


Quando andare

  • Maggio–giugno e settembre–ottobre: acqua ancora limpida, temperature piacevoli, meno affollamento dei mesi centrali dell’estate.
  • Luglio–agosto: visibilità generalmente buona, ma i centri diving lavorano a pieno regime: meglio prenotare con anticipo.
  • Inverno: stagione più silenziosa, per chi cerca condizioni particolari o vuole evitare del tutto la folla.

Queste indicazioni e suggerimenti sono chiaramente generali, non sostituiscono in alcun modo il rapporto diretto con il centro diving, che sarà quello a dare i consigli più specifici.


In sintesi

DoveCosta di Sferracavallo, Area Marina Protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine
Da vedereGrotta dell’Olio, paleorive, tunnel sommerso, biodiversità (vertebrati e invertebrati marini)
RegoleImmersioni vietate in zona A; consentite in zona B con diving center autorizzato o autorizzazione AMP
Come organizzarlaDiving center PADI con sede in zona
Periodo consigliatoMaggio–ottobre

Per il quadro generale della zona — accesso, sentieri, arrampicata — vedi l’articolo su Capo Gallo dal lato di Sferracavallo. Se invece cerchi qualcosa di più leggero, senza bombole, trovi lo stesso mare raccontato dal punto di vista dello snorkeling in Snorkeling a Sferracavallo: il trottoir a vermeti di Capo Gallo.


Vivo a due passi da questo tratto di costa, e ogni volta che qualcuno mi chiede “ma qui si può fare qualcosa di più di una spiaggia?” penso proprio a questo: un fondale che in pochi conoscono, a due passi da dove dormi. Se stai organizzando il tuo soggiorno a Sferracavallo, in [FAQ / pagina alloggio] trovi tutte le informazioni pratiche su dove dormire e come prenotare.

Vela a Sferracavallo: un’esperienza non comune

A Sferracavallo si può fare vela con il Circolo Velico Sferracavallo, la cui direzione sportiva è affidata a Francesco Bruni, timoniere di Luna Rossa: corsi e prenotazioni si gestiscono direttamente con il circolo, a due passi dal Dammuso Palermo.

 Sferracavallo ha sempre avuto una vocazione per lo sviluppo di uno sport come quello della vela. Il Circolo Velico Sferracavallo, da alcuni anni ha lavorato per riportare questa attività in un golfo che ne era rimasto privo per vent’anni. Le condizioni del golfo — vento, termica, conformazione geografica — ne hanno fatto un punto di riferimento velico di livello internazionale.

La direzione sportiva è infatti affidata a Francesco Bruni, timoniere di Luna Rossa, e il circolo oggi conta atleti agonisti (classi Optimist, O’pen Skiff, etc) che si allenano e gareggiano sotto il suo guidone.

Se soggiorni al Dammuso Palermo, il Circolo Velico è letteralmente a due passi da casa: barche a vela come sfondo, vento ed aria salmastra tra i capelli: una sensazione che adoro e che sono sicura sia apprezzata da tante persone. Non organizzo io le lezioni — corsi, orari e prenotazioni, si gestiscono direttamente con il circolo — ma è un uno sport sempre caro alla mia famiglia e che mi sento di consigliare a tutti, anche come lezione di avvicinamento nel fine settimana, durante un soggiorno qui da noi.


Quando andare

  • Primavera e autunno: condizioni di vento più costanti, ideali per chi si avvicina per la prima volta alla vela.
  • Estate: massima attività del circolo, corsi per bambini e famiglie, ma consigliabile prenotare con anticipo.

In sintesi

DoveSferracavallo (Palermo), a due passi da Il Dammuso
AttivitàVela (corsi bambini/adulti), SUP, windsurf, kitesurf
Direzione sportivaFrancesco Bruni (timoniere Luna Rossa)
Come organizzarlaDirettamente con il Circolo Velico Sferracavallo (orari, corsi, prenotazioni)
Periodo consigliatoTutto l’anno, alta stagione in estate